Ribelli si nasce ma rivoluzionari si diventa.

20 12 2016

Sin da bambina si era sentita diversa. Quando giocava con i suoi compagni aveva la sensazione di vederli sempre con occhi distaccai come se stesse su un’alta pedana.1

Prendeva sempre le difese di  coloro che a lei apparivano più deboli. Quando rientrava in casa, dopo una giornata di giochi, affamata, si aspettava di trovare la tavola apparecchiata e la cena pronta. Spesso non era così allora veniva fuori la sua rabbia scatenata  dalla fame, e non solo di cibo.

A scuola aveva difficoltà con la matematica unita alla poca voglia di studiare, arrivava spesso a fine anno in affanno con un misero 6  fino a che si ritrovò a ripetere la quarta elementare e  la terza media. Al rito di fine anno però non rinunciava mai, prima di entrare in casa, scaraventava la “cartella” il più lontano possibile.226

Qualche volta ascoltava le mamme che  si riunivano a conversare su una panca a ridosso della palazzina e chiacchieravano di panni, di cucina,  di altre amiche, di mariti e i rimbrotti nei loro confronti erano alquanto pesanti; qualcuna infine commentava “a me basta che me porta lo stipendio”.  A quella frase, saliva in lei una ribellione istintiva e si chiedeva come potesse una moglie parlare così del marito e poi dormirci assieme.

Gli anni trascorsi al nord per lavoro, passarono in solitudine ma a compenso potè conoscere l’Italia.; un paese unico, dove sono concentrati secoli di storia proveniente da tutti quei popoli che l’hanno invasa, posseduta e al tempo stesso arricchita. Percorse tutti gli ottomila kilometri di coste a quel tempo ancora vergini. Conobbe l’anima di questo popolo ancora incapace di comunicare ma solo tramandare.il possente castello svevo

Nel mondo del lavoro trovò ostacoli in quanto donna capace di pensare, elaborare e sintetizzare. Si ribellò alla legge del mondo maschile, diventando datore di lavoro di se stessa e comprese a quale livello di compromesso e corruzione fosse arrivato.

Si ribellò anche a quello e prese una strada in incognito, passò inosservata ai più ma entrò in case dove la disperazione aveva infettato l’intero nucleo familiare.

Furono anni di grande conoscenza dell’animo umano e comprese il perché della nostra esistenza su questo pianeta.

Portò scompiglio e rivoluzione di pensiero li, dove la sofferenza non era altro che il perseverare su strade senza sbocco.io-sono-il-vento-530e666e-5d28-4564-a39d-2f074f374584

Per alcuni fu considerata un demonio, per altri una persona straordinaria ma un fatto fu certo; dove passava si alzavano polveroni al decantarsi dei quali nessuno era più lo stesso.

 

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One response

21 12 2016
noolyta

Bel post!

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