Le proteste strumentalizzate.

19 04 2012

Non ero mai scesa in piazza.

L’ho  fatto per la prima volta il 18 aprile in P.zza Montecitorio a Roma, per far sentire la voce di coloro, che pur non essendo contrari alle energie alternative, pretendono e s’impegnano che il territorio, le aree protette, i terreni agricoli, le montagne pregiate e la salute dei cittadini di questa nazione, vengano preservati da speculazioni spregiudicate che stanno mettendo a serio rischio il bene pubblico.

Una cosa è subito balzata alla ribalta: la cattiva informazione, spesso fraudolenta,. infonde nei manifestanti rabbia che si scatena poi in violenza, quando si cerca di fare appunto, chiarezza.

Lega Ambiente,  e altre aziende coinvolte nei mega impianti Eolici e Fotovoltaici, hanno protestato per il blocco degli incentivi.

Altri comitati ed associazioni ambientaliste (tra le quali il COMITATO NAZIONALE contro l’eolico ed il fotovoltaico nelle AREE VERDI, ) si sono fatti sentire alla spalle della manifestazione per richiamare il governo al rispetto del territorio, mostrando alcune foto dove le pale eoliche sono a ridosso di edifici anche di pregio artistico oppure foto che mostrano impianti a terra a mò di piantagione che abbagliano le case adiacenti.

Quando i manifestanti di Lega Ambiente e Co. si sono accorti di questi cartelli si sono rivoltati pensando che fossimo contro di loro. Inutile spiegare che si chiedeva al Governo il rispetto delle regole. Non hanno voluto sentire ragione; chi in malafade e chi per ignoranza.  Più passava il tempo più cresceva in loro la rabbia. (scaturita dal fatto che in mancanza d’incentivi, gli speculatori non  costruiscono più mega impianti in quanto sanno benissimo che sono antieconomici) La rabbia quindi per  la perdita del lavoro anziche farli riflettere sugli abusi di cui sono stati complici inconsapevoli, l’hanno riversata verso quel piccolo gruppo di ambientalisti che non avevano nessun altro scopo che quello di far rispettare il territorio già molto devastato.

Invitati anche dalle forze dell’ordine ce ne siamo andati, consapevoli che altrimenti sarebbe potuto succedere il peggio.

Da quanto sopra descritto, emerge la confusione che si crea quando la speculazione, l’illegalità e la strumentalizzazione alterano i fatti e gli eventi. mettendo fuori strada chi non ha tempo o capacità d’informarsi sui tempi ed i modi di vita personali e collettivi e viene usato per scopi diversi da quelli emergenti. Se al Governo si chiedesse d’incentivare l’energia alternativa domestica, per la piccola industria, utilizzando tetti e tutte le superfici sfruttabili comprese le tettorie dei parcheggi, ci sarebbe lavoro per tutti e a tempo indeterminato senza illeciti arricchimenti per pochi.. Questo dovrebbero sapere i manifestanti di ieri. (basti fare un piccolo conto della “serva” un pannello solare per l’acqua sanitaria da installare per ogni bagno e cucina…..verrebbero fuori produzioni da milioni di pezzi senza devastare l’ambiente e con pochissima disperzione di energia, ci sarebbe lavoro per moltissima genente.)

Vorrei chiedere a quei manifestanti arrabbiati: “Quando il territorio sarà completamente devastato e le risorse per la sopravvivenza alimentare e paesaggistica, che sono la fonte primaria  dell’uomo e di questo Paese, saranno irrimediabilmente perdute  di cosa vivrete? Vi nutrirete di pale, di pannelli? Quando vorrete godervi una giornata di riposo tra il verde dei boschi dove andrete….a respirare l’aria rumorosa mossa dalle pale e vi rinfrescherete alla loro ombra?”

Ecco un link dell’ANSA fuorviante, i comitati presentatisi alle spalle dei manifestanti, non sono contro l’eolico ma contro l’uso selgaggio che se ne fa pur di fare affari grazie agli incentivi.

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lazio/2012/04/18/Protesta-popolo-rinnovabili-invasa-Piazza-Montecitorio_6736403.html

Ecco invece un Blog che denuncia la cattiva informazione e i danni all’mbiente causati da selvagge speculazioni.

http://orsotibetano.blogspot.it/2011/04/la-speculazione-sulle-energie.html?spref=fb





Ottobre 1987

12 03 2012

Dopo anni  di rapporto come dipendente in ditte private, mi ritrovavo sempre ad un punto dove mi si presentava, con modalità diverse, un muro.

La discriminazione sessuale si evidenziava in maniera pressante. Nell’ultimo ruolo da dipendente il mio datore di lavoro, in maniera discreta e garbata fece capire di avere piacere se avessi accettato le sue attenzioni al di fuori dell’ambito professionale..

Non che non mi sarebbe piaciuto, (la pecetta) di “amante” non mi faceva paura.  Avendo costui famiglia,  sarebbe arrivato un giorno però, in cui il compromesso accettato ci avrebbe portato ad un reciproco ricatto, lui non sarebbe stato più libero nella sua azienda ed io o lasciavo il lavoro o diventavo la sua “socia”.

Come risposta espressi palesemente questo pensiero   e molto saggiamente il mio datore di lavoro capì.

In qualche maniera però, la filosofia aziendale che era propensa a prediligere le figure maschili ai fini di incarichi di responsabilità, col tempo incise sul mio umore  ed il mio entusiasmo al lavoro.  Ritenevo  umiliante e frustrante ricevere ordini da chi, pur essendoci un rapporto personale amichevole, non stimavo professionalmente.

Un cliente al quale avevo espresso questo pensiero, e che aveva notato il mio calo di umore, mi ascotò con attenzione e poi mi disse: “Tu potrai anche essere una donna, intelligente, capace, e superiore a chi ti sta dando ordini ma fino a che non te lo dimostri, diventando TE STESSA il tuo datore di lavoro e avrai a tua volta dipendenti,……non potrai  dire nulla perché chi ti paga è il capitano dell’azienda.  Quindi o abbassi le orecchie o ti metti per conto tuo”.

Un doccia gelata! La sensazione che provai fu mista a rabbia e umiliazione……aveva ragione da vendere costui. Arrivata al massimo della sopportazione scattò una molla che mi fece decidere di licenziarmi. era l’anno 1980.

Per sette anni condussi un piccola azienda per mio conto. Fu una grande scuola di vita. Ero entrata nei meandri del mondo imprenditoriale.

Ero arrivata al punto in cui o si cresce o si chiude. Attraveso la Camera di Commercio  fui presentata alla Ragione Lazio ed attraverso la  Cassa del Mezzogiorno avrei potuto accedere ai finanziamenti per ingrandire l’azienda.

Non mi piacevano le modalità di accesso a questo credito-finanziamento e grazie ad un fratello manager,  compresi la situazione , ovvero entrare nel mondo delle tangenti e dei compromessi occulti, oppure chiudere.

Ero arrivata al mio limite…ancora un muro. Accettai il mio limite per due motivi. Non sarei mai stata capace di reggere quel mondo e quel modo di fare affari e ragione importantissima per il mio modo di essere, non sarei più stata libera.

Chiusi l’attività, mettendo in condizioni quei pochi dipendenti di collocarsi in altri settori.

Ero disposta a tornare alle dipendenze con uno spirito diverso, avendo capito e vissuto il mondo imprenditoriale e a quali compromessi ci si deve assoggettare per  legge politico-finanziaria e  di mercato.

Era l’anno 1987. ‘avvento dei mercati asiatici in Europa, dove tutto passava per Taiwan ed arrivava a noi a prezzi bassissimi.  La merce era scadente del tipo “usa e getta” tuttavia i costi di produzione  italiana non potevano competere anche se si fosse abbassata la qualità.

Oggi a distanza  di venticinque anni mi sono resa conto di aver solo anticipato i tempi.





Un nuovo post del Prof. Cataldo Marino

15 04 2011

giovedì 14 aprile 2011

CONCORRENZA MONOPOLISTICA: L’INGANNO

“Libero mercato”, due belle parole di cui riempirsi la bocca. “Libero” rende felice il bambino che vuole correre incontro ai suoi giochi, e il misogino che a cinquant’anni vuole ancora poter fare le ore piccole al bar sotto casa. “Mercato” elettrizza la massaia che vuole trovare le scarpette giuste a buon prezzo e il self-made man che dai quindici anni in su ha imparato a comprare a 100 e vendere a 200. Peccato che il mercato, una volta libero dagli impedimenti dello Stato, si sia autodistrutto per dare luogo a qualcosa di libero sì, ma che di mercato ormai ha ben poco.

Quando una volta si parlava di mercato, ci si riferiva alla sua forma più nobile: la “concorrenza perfetta”. Un sistema di relazioni economiche contraddistinte dal fatto che tante persone offrivano una certa merce e, fra loro, vendeva di più chi lo faceva al prezzo più basso. Il presupposto principale di questo meccanismo era che il consumatore fosse un essere perfettamente razionale e capace di sottrarsi ad ogni inganno. La verità è invece ben diversa. L’uomo è un essere complesso e, senza scomodare Platone con i suoi due cavalli condotti da un unico auriga, con l’aiuto di Ralph Dahrendorf e di qualche altro studioso di scienze sociali abbiamo capito che, accanto al modello dell’homo oeconomicus esiste anche quello dell’homo sociologicus e che le differenze fra i due hanno un certo rilievo nell’interpretazione del suo comportamento concreto.

Entrambi in fondo vogliono la stessa cosa: vivere nel modo migliore possibile. Le strade però già a questo punto si dividono. Per l’economista, aiutato nell’economia moderna a quantificare ogni cosa con l’unico metro di misura della moneta, il vivere bene si concretizza nel guadagno e nell’accumulazione di beni. Per il sociologo invece il vivere bene dipende dalle gratificazioni psicologiche ottenute nella società: il metro di misura cambia, non è più la moneta ma i saluti, i sorrisi, le simpatie, le complicità, tutte cose che lo psichiatra Eric Berne, accomunandole, chiama “carezze sociali”.

Quando andiamo al mercato (negozietto, supermarket, boutique o autosalone che sia), facciamo veramente come prevedono gli economisti? Cioè scegliamo veramente il prodotto che ha il miglior rapporto qualità-prezzo? Oppure ubbidiamo, come dice il sociologo, all’approvazione degli altri? In questo secondo caso potremmo comprare un vestito più costoso solo per far vedere agli amici ed ai colleghi di lavoro che “siamo dei loro”, siamo allo loro altezza e magari anche un pochino più su. Ma perché poi a loro volta i nostri amici dovrebbero considerare un prodotto migliore di un altro? I motivi sono tanti. La pubblicità – di cui oggi si nutrono le tv, i giornali e internet – è una tecnica raffinatissima che collega un prodotto a un simbolo che ti qualifica. Insomma non siamo solo ciò che mangiamo, come sosteneva Feuerbach , ma più in generale siamo ciò che compriamo e che possiamo esibire agli altri.

Quando penso a questo, non posso non pensare anche al “cane di Pavlov”. La presenza di un suono anticipava sistematicamente la somministrazione di cibo: Pavlov misurò la quantità di secrezione salivare prodotta dal cane e constatò che a un certo punto questa aumentava alla sola percezione del suono, simbolo del cibo, ancor prima della sua somministrazione. Molti psicologi nel ‘900 hanno ampliato le conoscenze della psiche umana. Quelli della gestalt ci hanno insegnato che l’uomo, in una immagine o in una situazione, percepisce prima il tutto e poi le singole parti, mentre gli psicanalisti hanno scavato nel profondo, per trovare il doppio di ogni uomo nella zona recondita dell’inconscio. Tuttavia sembra che, ai fini dei pubblicitari, lo schema stimolo-risposta del vecchio biologo russo ancora funzioni. L’uomo non è certamente così semplice come il cane, ma nei comportamenti quotidiani sembra che non sia neppure tanto più scaltro.

***

Del fatto che le cose stiano veramente come dicono psicologi e sociologi anziché come sostenuto dagli economisti, si trova conferma nel mutamento avvenuto nella forma di mercato nell’ultimo secolo nei paesi economicamente sviluppati. Siamo passati dalla “concorrenza perfetta” alla “concorrenza monopolistica”. Nella prima, ottocentesca, ogni merce aveva più o meno le stesse qualità a prescindere dal produttore, veniva venduta “sfusa” (ogni acquirente doveva procurarsi il suo contenitore) e, oltre al prezzo, l’unico criterio con cui l’acquirente sceglieva il fornitore era la vicinanza fisica, perché per i tragitti più lunghi si andava a piedi. Nella seconda forma di mercato, se anche la qualità di una merce non è migliore di tutte le altre, a farla diventare tale ci penseranno la pubblicità e il marketing, in parole povere le “tecniche di vendita”, una “disciplinazza” (mi concedo l’uso del termine per sottolinearne l’estensione e la negatività), che studia come irretire il consumatore. La distanza non è più un problema: prendiamo l’auto anche per andare all’edicola a trecento metri da casa!

In tanti ci hanno avvertito del fatto che – esempio classico – i detersivi sono tutti uguali e che conviene comprare quello meno costoso. Ma poi come facciamo a dire alle amiche che usano Perlana, che noi ne usiamo uno diverso e di minor prezzo? Uno potrebbe dire che non è necessario dire tutto alle amiche. Questo non è sufficiente per evitare il disagio, perché le norme sociali, anche quelle di minore importanza come questa, valgono solo se interiorizzate, e siamo dunque noi stessi a giudicarci male se compriamo qualcosa di meno prestigioso. E l’autostima… crolla!

Tutto questo i venditori, gli studiosi di marketing e i grafici pubblicitari, non solo lo sanno, ma ne sono addirittura gli artefici. Sono loro che vogliono un mercato di concorrenza monopolistica per poter aumentare, contemporaneamente, le vendite ed i prezzi, in pratica il profitto. Però non vengano poi a predicare, con le trombe dei politici a loro affini o conniventi, che il risultato massimo per tutta la collettività è ottenibile col “libero mercato”. Poteva anche essere vero ai tempi di Adam Smith. Oggi le cose sono cambiate. In peggio, molto peggio.

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Pubblicato da cataldo marino a 16:01
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Libertà…… le sue innumerevoli facce

8 01 2011

Quello della libertà è un concetto ed una parola che accompagna l’essere umano sin da quando ha preso nozione del suo significato.
Ogni persona ha il proprio individuale sogno di libertà,  secondo lo stato fisico, sociale ed intellettuale.
Il prigioniero dietro le sbarre vive ed anela alla libertà. Uscire dalla prigione e non entrarvi più. Il tempo della detenzione gli è servito a comprendere il valore della libertà fisica. (Salvo che sia entrato in una prigione non riabilitativa che lo ha reso ancora più prigioniero della sua violenza delinquenziale, la libertà allora per lui sarà una chimera).
Il bimbo dopo la nascita sarà di nuovo libero solo il giorno che potrà alzarsi sulle proprie gambette ed andare dove la curiosità lo porta.
Una collettività sarà libera quando avrà preso coscienza che il rispetto delle regole porta ordine e giustizia sociale,  quindi le regole le intende come una formula intelligente di convivenza e non una costrizione
.Nel matrimonio religioso indissolubile, quando si arriva ad una totale incomprensione o indifferenza, la libertà la si cerca nella speranza che il coniuge muoia. Ci si accorgerà poi (se si è esauditi) che si rimane prigionieri dei rimorsi e sensi di colpa. Il cimitero allora diventa la nostra prigione senza sbarre. Vi si va a pregare per espiare la colpa e si viene via più sollevati anche se per poco. Quando alla nostra coscienza sale di nuovo il rimorso allora siamo costretti a ritornarvi. E’ un senso di colpa perenne senza riscatto in quanto il morto non libera col suo perdono…. perché è morto!. (Forse è questo il motivo percui il cristianesimo ha risolto il problema facendo resuscitare il suo capostipite?)
Il guerriero si va a far ammazzare per la libertà del popolo. Ma questo popolo è poi libero veramente? Di quale liberazione ha beneficiato infine il guerriero che è tornato vivo dalla guerra? Si è liberato del suo istinto secolare di uccidere anche se in nome di una bandiera?
Così come il coniuge ci ha liberato dal vincolo indissolubile con la sua morte, anche per il popolo innalzare un imponente mausoleo alla memoria dei caduti serve come tributo per non sentirsi colpevoli di essere vivi e la libertà è solo illusoria, al potere ci saranno sempre e comunque i burattinai.
Allora dopo tutto questo panegirico…. la libertà non esiste?
Credo che la parola “libertà” debba intenersi come un concetto ed uno stato prima di tutto individuale e come tale va rispettato in quanto ogniuno a proprio modo pensa ed è convinto di essere libero.
La cartina di tornasole la leggiamo solo quando gli eventi ci mettono di fronte ad ostacoli, solo allora ci rendiamo conto se la nostra è una totale, parziale o limitata libertà. Solo allora occorre riflettere e capire come salire di un gradino per raggiungere una visione più ampia di questa agognata meta.
Chi è arrivato in cima alla propria piramide a gradoni osserverà l’orizzonte a 360° e poi ridiscenderà tra i suoi simili con l’umiltà di sentirsi libero dai condizionamenti interiori ma comunque liberamente prigioniero della sua condizione fisica in quanto sa di abitare un corpo le cui leggi sono assai limitate nei movimenti e che deve nutrire tutti i giorni e fargli fare la cacca…. tutti i giorni.
Possiamo quindi definire la libertà come “uno stato mentale?”





Gli dei dell’Olimpo giocano a scacchi con gli uomini

18 09 2010

Nelle foto: Il “SantoSubito” Wojtyla e il Massacratore cileno Pinochet

La scacchiera è mondiale i rossi ad oriente (est) ed i bianchi ad occidente.(ovest)
Un ministro Moro, non di pelle, il giorno che si stava recando a firmare un accordo con i rossi, viene eliminato. Era il lontano 09/05/1978.
Il 26/08/1978 muore…… papa Luciani.
era determinato a fare pulizia nel vaticano e veder chiaro nello I.O.R.
(Sono trascorsi 33… giorni dalla sua elezione) ma che strana coincidenza con la tradizione cristiana.
Il 16/10/1978 sale al soglio papale Carol Wojtyla. Uomo dell’Est.
Il 13/05/1981 Wojtyla subisce un attentato ad opera di un esaltato apparentemente sano e chiller di professione.
Il 13/05/1917 la madonna appare a Fatima a tre ragazzini. Altra coincidenza con il il giorno e mese dell’attentato all’uomo dell’Est
Il 09/11/1989(data politica) il muro di Berlino non rappresenta più una barriera nella Germania dell’Est e l’ovest ha apparentemente vinto la partita.
Il 03/10/1990 è la data ufficiale e simbolica del crollo del muro di berlino.
Il 26/02/1993 sabotaggio al World Trade Center di New York.
L’11/09/2001 crollo del W.T.C. (coincidenza di numeri il crollo del muro)

Esaminando queste date cosa si può intuire?
La guerra “fredda” tra Est/Ovest  non potendo proseguire con le bombe, ha cambiato strategia.

Quale miglior occasione di usare la superstizione religiosa, che rende debole anche i più potenti, per dare scacco matto ai rossi avversari?
Far eleggere un papa dell’Est, con missione ufficiale di convertire i rossi è una scaltra strategia utile all’Ovest e al Vaticano.

Per salvare la chiesa quindi  la missione ufficiale di “santo subito” è convertire la Russia secondo il terzo segreto di “Fatima”..
Tutti i pedoni, cavalli e re che hanno intralciato od intralceranno l’ obiettivo  dei due contendenti, saranno abbattuti da ambo i campi. (se si tratta poi di pedoni umani non ha nessuna rilevanza, il fine di sacrificare pochi per salvare molti giustifica tutto l’operato . (è la legge dell’Olimpo.)

La pedina che deve rimanere in piedi a tutti i costi e l’uomo bianco venuto dall’Est. (chiodo schiaccia chiodo, banalmente parlando.)

L’avversario rosso capisce la mossa e manda un chiller di professione, avversario fanatico-religioso, lo stesso giorno e  mese della apparizione della madonna a “Fatima”…… quale miglior contromossa?

“santo subito” che viene salvato da eccellenti chirurghi.

Come detto sopra le superstizione religiosa rende ottusi anche i potenti, ecco allora che l’uomo dell’Est pensa e dice che a salvarlo è stata la mano della madonna, mortificando l’opera di valenti uomini che gli hanno salvato la buccia.

L’opera di “santo subito prosegue infaticabile, accattivandosi il consenso di importanti personaggi che gravitano sotto la sfera rossa. Missione religioso-politica ben congegnata.

Arriva il giorno dell’abbatimento politico del muro 09/11/1989.

Grande soddisfazione . Ma l’opera religiosa non è finita. La pedina strategica viene pilotata in tutte le dirazioni, il fine è entrare nel cuore del territorio rosso e dare scacco al grande re il quale anticipa tutte le mosse della pedina strategica.

Dopo l’accusa del colpo basso, il nemico rosso, smembrato, sferra un colpo (26/02/1993) alle torri ma fallisce,  non molla però la partita.

Esattamente l’11/09/2001 con un colpo di grande strategia abbatte le due torri dell’avversario.

E’ una coincidenza che il muro è caduto grazie al “Santo subito” il 09/11/1989 e le torri di rimando l’11/09/2001?

E’ la prosecuzione infinita del golpe in Cile del 11/09/1973.?

Era consapevole l’uomo dell’Est di essere al centro di guerre occulte dove la vita del singolo e intere collettività non contano nulla pur di ottenere il raggiungimento dell’obiettivo prefisso?

Secondo un giudice che alberga in noi stessi, quando nel nostro cammino offendiamo la vita e con essa non ci riconciliamo riconoscendo e correggendo gli errori commessi, non troveremo mai pace.

“santo suito” ad uso e consumo dei seguaci di cristo ha dovuto vivere forzatemente fino alla demenza e paralisi pur di compensare il fallimento dell’opera alla stessa stregua del capostipite.

E come ultimo fallimento ah dovuto smentire se stesso, che era violentemente contro l’eutanasia, facendosi ammazzare per non subire atroci sofferenze fisiche prima di poter morire.

In sede appropriata si parlerà di cosa accade al corpo fisico e spirituale quando interviene l’accanimento terapeutico.

Se gli dei dell’Olimpo stanno veramente giocando a scacchi con gli uomini raziocinanti…. allora la pazzia ed il delirio li ha resi ciechi sordi e muti e vale così per tutt le loro pedine convinte di essere grandi protagoniste.





Da quale pulpito arriva la predica…….

15 09 2010

L’ala destra del parlamento invita la Fiat a rispettare le sentenze dei giudici…….e quando il loro padrone istituzionale   contesta  quelle emesse nei suoi cofronti dagli stessi giudici?…… Per lui non sono sentenze ma persecuzioni.

Dovrebbe tornare a scuola di educazione civica, per imparare a capire la differenza che c’è tra essere datore di lavoro dei propri dipendenti e quello di capo di un governo che guida uomini istituzionalmente preposti ad eseguire regole dettate da una costituzione, non certo di sua proprietà o da lui scritta.

Il comportamento dell’attuale capo del governo induce a pensare che considera l’Italia ,ed i suoi abitanti, la sua fabbrica ed i ministri i suoi manager, e l’opposizione un nido di scarafaggi fastidiosi da debellare.

E pensare che lui una fabbrica che produce beni  non l’ha mai posseduta. Il paese dei balocchi che ha messo in piedi grazie ai media finanziati da altri ha portato alla decadenza del buogusto e dello stile elegante della nostra cultura.

La grande maggioranza dei giovani non sa esprimersi in quanto ha il cervello imbottito di veline,velone, grande fratello, isola dei famosi……. di che non si sa bene, amici. Tutte trasmissione che illudono al successo facile e che fanno credere ai ragazzi che basta apparire per essere.

Dovrebbe riflettere sul suo modo di agire. Dovrebbe considerare che  è lui il primo a disonorare il ruolo e la figura istituzionale di cui è investito eludendo  furbescamente per primo le regole.

Preoccuparsi in maniera maniacale dell’apparire sempre benvestito non fa di lui…. il…..primo ministro.

Forse, virtualmente, è ancora sulla pedana canora, in perenne crociera.

Dal momento però che una parte del popolo lo ha votato, rispettiamo la figura istituzionale scindendola dall’uomo che la interpreta  e ciscuno ne tragga la propria opinione. siamo ancora in un paese democratico dove le idee possono essere espresse liberamente grazie al grande strumento “internet” ed ad una costituzione fondata sulla dignità.





Cosa cambiare dell’ordine delle cose

16 08 2010

E’ tempo di fare un salto di qualità come appartenenti alla specie umana.

Se ci riteniamo una razza superiore dal resto del regno vivente terreno ce lo dobbiamo dismostrare.

Fino ad ora il bilancio costi benefici si può definire pari.

E’ arrivato il momento in cui occorre fare una sosta di riflessione (per chi può) e fare un bilancio ed un budget per il futuro della nostra sopravvivenza.

Gli sconvolgimenti climatici, fenomeni naturali nei tempi senza l’automazione, sono stati alterati ed accelerati dalla combustione di idrocarburi e dal disboscamento delle più grandi foreste del pianeta,

I colossi dell’industria, sono impossibilitati a fermarsi, il collasso invaderebbe inesorabilmente la metà del pianeta.

Solo noi singoli uomini ed i piccoli imprenditori, possono cambiare l’ordine del mondo, agendo in base alle oggettive possibilità e capacità, rallentando i ritmi di produzione e consumo, restringendo il raggio di azione. Un tampo la regola del successo di una qualsiasi attività prevedeva l’espansione a macchia d’olio, oggi è necessario invertire la rotta per non fallire.

Tornare a fare acquisti alimentari dall’ortolano più vicino, nelle città esistono ancora i mercati rionali, dove il contadino produttore espone e vende ciò che semina nel suo orto. Si evitano sprechi di cibo e di imballaggio. Comperare il prodotto stagionale.

Produrre meno rifiuti è un principio per contribuire a risolvere il problema. Le immondizie ci stanno sommergendo. Nel produrne meno aiutiamo l’ambiente, le casse comunali e stronchiamo l’illecito e fraudolento traffico  delinquenziale dei rifiuti. Paghiamo salatissimo per un servizio che non sarà mai eseguito a norma di legge.

Non lasciarsi tentare del sostituire un materasso ancora in buono stato solo perchè l’offerta è vantaggiosa, Economizzare è segno di civiltà in questo momento di saturazione dei mercati. Sprecare non è indice di ricchezza ma di povertà di spirito. Colui che spreca ha grossi problemi di indentità. Vuole apparire ricco di beni perché dentro ha il vuoto ma se è intelligente ed ha dignità per se stesso e l’ambiente dove vive, dovrebbe impare a comprendere che economizzare significa trarre maggior beneficio al minor costo. Se io butto un materasso ancora buono stò buttando via il mio denaro, ingombro l’ambiente dove vivo (il materasso lo butto in una strada dove passa poca gente per non farmi vedere, mi pesa chiamare il servizio gratuito del comune) e non mi rendo conto che sono un  ottuso perché ho buttato via il mio denaro, sono un egoista perché non mi curo del futuro di coloro che vivranno dopo di me, sono incivile perché costringerò i miei figli ad andare a raccattare i miei rifiuti ed infine sono un cretino perché avendo sprecato mi tocca lavorare di più per recuperare lo spreco fatto e mi perdo magari una giornata di vancaza al borgo antico vicino casa mia, dove al bar sotto un chiosco mi potrei gustare una bella granita di caffè con panna in buona compagnia.

In sintesi cambiare spirito del vivere quotidiano, nell’ agire in base a ciò che si sente e non a cosa si pensa o gli altri pensano di me, potrebbe cambiare l’ordine del nostro vivere e di conseguenza quello del mondo.

Se continuaiamo a procedere come ora rischiamo di distruggere ciò che ci serve per vivere e di conseguenza siamo destinati all’estinzione,  ma l’estinzione è solo per noi, l’ordine del resto del mondo vivente proseguirà cosi come è arrivato a noi in miliardi di anni perché l’istinto di sopravvivenza del resto del regno terreno segue leggi sagge anche se non coscienti e spesso crudeli, ma sempre nel rispetto di un equilibrio prendere- restituire alla pari., mentre noi con tutta la nostra intelligenza ci autodisctruggiamo per  presunzione di sostiruirci all’ordine delle cose, delirio di onnipotenza e stupido orgoglio.





“Denaro” grande corruttore per un piccolo potere

16 05 2010

Pochi sono gli uomini che si possono definire “ricchi” .

Quale concetto può definire il valore delle ricchezze che un uomo può possedere?

Risponde un uomo che si può definire  “ricco”

” Io non so quanto possiedo non viaggio mai con soldi in tasca, in tutti i luoghi dove mi reco per affari possiedo  una casa (ma a dire il vero è un maniero riporta l’intervistatore) il mezzo di trasporto lo uso  secondo la  necessità ma sensa spreco (aereo, autovettura, elicottero, barca) quando devo acquistare non chiedo quanto costa…. mi piace o mi serve, scelgo e faccio acquistare.  Un esempio: così come quando si va al bar e si ordina un caffè senza accertarsi se si hanno 90 centesimi in quanto si è sicuri di averli, con lo stesso concetto  faccio acquisti” I conti li faccio solo negli affari.

Quale caratteristica possiede l’uomo ricco?

“Decisamente l’intrapendenza ed un fiuto istintivo per fare affari”

Esite un’etica degli affari?

“Considero l’etica negli affari la capacità di dichiarare apertamente la trattativa senza occulte speculazioni. Ad esempio: mi si offre una transazione? Se lo ritengo un buon investimento dichiaro apertamente il mio prezzo per interagire e sul contratto di intermediazione ci deve essere dichiarata la natura dell’affare.”

Se si tratta di armi, droga,riciclaggio, prostituzione?

“Eh! qui casca l’asino, sapevo che me lo avrebbe chiesto.

Centocinquanta anni fa circa la miseria materiale era una costante nel mondo che oggi si è industrializzato. Crede che siamo stati più bravi dei nostri predecessori?

L’automazione è stata possibile grazie al petrolio ed intorno a questo oro nero si  sono giocate tutte le partite mondiali, guerre e corruzione, droga e prostituzione, riciclaggio ed avasione fiscale sono state le micce per far muovere il mondo tecnologico, industriale e finanziario.

Ci sono attività come la ricerca e le missioni scientifiche, l’ archeologica, il  teatro, il  restauro dei beni culturali ed ambientali, missioni spaziali, ricerche oceanografiche, esercito, politica, salute pubblica e manutenzione del patrimonio pubblico che non creano reddito diretto e sono un costo  che andrà a bneficio della conoscenza che sarà messa a frutto a lungo termine…… ma intanto come finanziare questo patrimonio? Il ritmo veloce impresso alle attività umane  sono in antitesi con quelle naturali della terra e per progredire a questi ritmi non possiamo aspettare che una pianta d’insalata cresca per venderla , sfamarci e accantonare per attività  come quelle succitate.  Quello che lei oggi possiede, caro intervistatore, se lo può permettere  anche grazie alle attività “illecite” i cui proventi circolano a beneficio di tutti direttamente o meno.”

Quindi lei è ricco anche grazie alle stesse attività che  hanno permesso  anche a me di avere una casa, una vettura, una ttività?

“Esatto  io non vado cercando di rifare il mondo, io faccio affari col mondo, questo è il mio gioco.”

miniere non più redditizie

Ma lei è ricco io no

“Nessuno le impedisce di diventarlo.”

Mi inserisca nei suoi affari.

“Perché lei è in vendita?”

Intendevo  insegnarmi l’arte.

“vede Lei non capisce……gli affari si trattano da pari, lei non è un investimento quindi…..a meno che non voglia entrare al mio servizio. Pago bene  in cambio lei non deve pensare, solo eseguire.

L’intervistatore capì il gioco ed ebbe conferma di come gira oggi il mondo.





Abramo aveva ragione

9 05 2010

Popolo eletto al quale dio promise la terra.
Si è verificato quanto disse Abramo.
Dopo secoli di grandi migrazioni e sofferenze finalmente il suo popolo ha conquistato la terra.
Sono diventati scaltri finanzieri, abili commercianti, perfetti amministratori di beni, governano il sottosuolo, ingegnosi industriali, non hanno dimenticato le leggi basilari dell’economia e tutti per uno ed uno per tutti ha coeso questo popolo sparpagliato per l’intero pianeta proprio per conquistarlo, ed ora che ci sono riusciti con grande abilità e merito della cultura, della tradizione e tenacia perché si accaniscono contro un piccolo popolo al quale hanno rapinato un mozzico di terra, li hanno cancellati dalla loro vista con un muro di cemento che al confronto quello di Berlino impallidisce?
Perché continuano a invadere fazzoletti di terra con la prepotenza pari a quella che hanno subito?
Perché da tutto il mondo conquistato continuano ad arrivare aiuti a quel mozzico di terra che si traducono in armi distruttive?
Diventeranno il popolo eletto il giorno che rinunceranno alle armi per conquistare con l’integrazione e la pacifica convivenza  i loro cugini con i quali già scambiano affari e lavoro.
Discorso udito da Cassandra qualche tempo fa.
Solo allora potranno onorare i capostipiti da Abramo a Mosè
uomini saggi ma costretti ad ingannare per farsi ascoltare.

Solo quando troveranno una soluzione dignitosa per entrambi la stella di Davide si accenderà e nulla sarà stato vano.





A scuola globale. Siamo maestri ed al contempo alunni

8 05 2010

E’ vero che il mondo in questo momento storico è governato da pochi rapaci, molti spazzini in attesa che finiscano il banchetto e una miriade di formiche che raccolgono le briciole.
Potrebbe sembrare una ingiustizia sociale ma non lo è.
Finché la nostra cultura e conoscenza sarà repressa da leggi obsolete quali quelle religiose (di qualsiasi religione o filosofia religiosa si parli) noi saremo sempre figli in attesa di un padre che ci risolva i problemi, ed allo stesso tempo in suo nome uccidiamo ed usurpiamo in nostri simili senza sentirci assassini o carogne.
Fino a che non diventiamo padri e madri di noi stessi, non potremo pretendere diritti ne osservare doveri.
Ben vengano le tecnologie come quella informatica che ci permette in pochi secondi di raggiungere il pensiero dei cittatini di questa grande-piccola terra.
Occorre però accettare uno stravolgente modo di pensare e vivere.
Che a noi piaccia o no siamo aertefici del nostro vivere e delle nostre azioni.
La coscienza che alberga in ognuno di noi (unica fiammella che ci separa del resto del mondo vivente) è un giuduce severo.
Quando le cose non vanno come desideriamo dipende solo ed esclusivamente dal fatto che siamo o vogliamo essere sordi al nostro giudice.
Dobbiamo imparare ad assumerci la responsabilità delle nostre azioni e se siamo abbastanza umili (l’altra faccia della medaglia dell’intelligenza) andare a rimettere in discussione il nostro agire e correggere gli errori è un atto di responsabilità individuale.
Se nell’errore ci accorgiamo di aver offeso un nostro simile dobbiamo chiedergli scusa o perdono, soprattutto se se si tratta dei propri figli e non andare vigliaccamente sotto la croce di un morto e stramorto a batterci il petto mentre l’offeso vivo si ammala nell’anima per l’ingiustizia da noi perpetrata.
Se ogni individuo capisce quale posto occupare nelle gerarchie sociali,ci sarebbe un vivere più umano, intelligente e salutare.
Dobbiamo accettare che non nasciamo tutti uguali,( non ci sarebbe scambio quindi evoluzione) ma quello che ogni uomo deve conquistare è la pari dignità. Come?
Non mettendosi in vendita e se si è costretti a farlo, non si pretenda poi di cambiare le leggi entro le quali ci si è arricchiti o ci hanno fatto sopravvivere senza tanto impegno intelletivo perché per non  scendere a compromessi occorre coraggio e tanto (la paura di morire di fame non ce la siamo ancora scrollata di dosso)
Cosa che oggi avviene nel nostro parlamento e tutto ciò che gravita intorno ad esso.
In sintesi l’ignoranza globale va sconfitta con la conoscenza delle leggi di mercato economico-finanziario e commerciale che son sempre le stesse
chi le stravolge sono appunto i rapaci e gli ingenui che pensano di arricchirsi in poco tempo affidandosi appunto ai rapaci che non sono in grado di riconoscere perché di finanza non ne capiscono un H. Mi rivolgo a chi ha affidato le liquidazioni ed i risparmi di una vita a bancari avidi e banchieri schiavi delle loro leggi. ( quando il danaro reggiunge limiti di invenstimento, deve mangiare se stesso vedi le borse odierne.)
Quindi è corretto sapere quali siano i diritti umani da infondere nelle coscenze ma al tempo stesso infondere anche la legge non scritta che ogni essere umano è padrone della propria vita e delle proprie azioni.
Babbo Natale è un favola eterna per bambini non un business globale.
Io non posso dar da mangiare ad altri, posso e debbo impegnarmi a non sprecare preché la risorse della terra sono un bene globale e mettere a disposizione le mie conoscenze affiché chi vuole ne può fare uso a sua discrezione.

Quindi oggi il mondo gira al contrario, perché ci si riempe la bocca di parole come: ECONOMIA (e lo spreco dilaga) GRANDI OPERE (grandi disatri ambientali) RIFORME EPOCALI (proposte da omuncoli che parlano appunto di economia e grandi opere ma hanno un cervello vecchio pieno di sperma e non di materia grigia

potremo salvarle?








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