ti porgo i miei migliori riguardi accompagnati, se permetti, da una piccola istanza.
L’Italia va a rotoli da tempo per una ragione nascosta ma precisa: perché non è mai mutato l’uso, d’origine monarchica e più tardi fascista, di assegnare a vita i ruoli pubblici nonostante tali impieghi, da quando è sopraggiunta la Repubblica con l’acquisita sovranità popolare, siano divenuti un bene comune di proprietà dell’intero popolo italiano.
L’ambito di governo fu, sì, democratizzato ma la nostra Funzione Pubblica rimase tal quale era ai tempi del fascismo. Ed è così che ancor oggi noi cittadini veniamo caricati di indebiti pesi, ormai insopportabili, e spesso perfino criminalizzati e repressi anche senza giustificato motivo: perché politici, corrotti dalle tante lobby di potere, protetti da acritici statali fidelizzati a vita, possono emettere ogni tipo di legge dissipatoria e malvagia.
Dubbio non v’è che, lasciando
la Funzione Pubblica così com’è,
l’ITALIA (noi tutti)
finirà presto ANNIENTATA.
Decidiamoci allora a riformare la Funzione Pubblica aprendola alla partecipazione di tutti gli aventi le necessarie capacità. Cacciamo via senza esitazione gli incapaci, corrotti e prepotenti affezionati al posto pubblico fisso retaggio del fascismo e fascisti quindi essi stessi e facciamo gli onori di casa a coloro i quali hanno invece così tante capacità da non legarsi ad alcuna casta, congrega o mafia e da non volere accaparrare a vita il bene comune.
Grato per l’attenzione, saluto senza porgere alcun augurio.
Perché, senza il vostro diretto impegno nel raccontare quanto sopra, non c’è augurio che potrà salvarci.
Danilo, ho letto il tuo piano per raggiungere una presa di coscienza collettiva al fine di attuare un convivenza civile prossima il più possibile al concetto nobile di “Democrazia”.
Se hai letto qualche articolo di questo Blog, saprai che sono daccordo nel diffondere il pensiero democratico che può essere raggiunto solo a patto che la socità civile sia pronta ad assumersi la responsabilità individuale della propria vita e delle proprie azioni.
Quanto sopra detto mi induce a diffondere il tuo programma come meglio posso.
Credo sia importante far emergere il concetto di “DATORE DI LAVORO-DIPENDENTE”, ner rispetto dei ruoli al fine di riscattarsi reciprocamente come uomini, dal comportamento feudale ancora radicato di “padrone-servo” o “padre-figlio”
Gentilissimo,
ti porgo i miei migliori riguardi accompagnati, se permetti, da una piccola istanza.
L’Italia va a rotoli da tempo per una ragione nascosta ma precisa: perché non è mai mutato l’uso, d’origine monarchica e più tardi fascista, di assegnare a vita i ruoli pubblici nonostante tali impieghi, da quando è sopraggiunta la Repubblica con l’acquisita sovranità popolare, siano divenuti un bene comune di proprietà dell’intero popolo italiano.
L’ambito di governo fu, sì, democratizzato ma la nostra Funzione Pubblica rimase tal quale era ai tempi del fascismo. Ed è così che ancor oggi noi cittadini veniamo caricati di indebiti pesi, ormai insopportabili, e spesso perfino criminalizzati e repressi anche senza giustificato motivo: perché politici, corrotti dalle tante lobby di potere, protetti da acritici statali fidelizzati a vita, possono emettere ogni tipo di legge dissipatoria e malvagia.
Dubbio non v’è che, lasciando
la Funzione Pubblica così com’è,
l’ITALIA (noi tutti)
finirà presto ANNIENTATA.
Decidiamoci allora a riformare la Funzione Pubblica aprendola alla partecipazione di tutti gli aventi le necessarie capacità. Cacciamo via senza esitazione gli incapaci, corrotti e prepotenti affezionati al posto pubblico fisso retaggio del fascismo e fascisti quindi essi stessi e facciamo gli onori di casa a coloro i quali hanno invece così tante capacità da non legarsi ad alcuna casta, congrega o mafia e da non volere accaparrare a vita il bene comune.
Grato per l’attenzione, saluto senza porgere alcun augurio.
Perché, senza il vostro diretto impegno nel raccontare quanto sopra, non c’è augurio che potrà salvarci.
Danilo D’Antonio
Equo Impiego Pubblico a Rotazione
http://www.hyperlinker.com/ars/
Danilo, ho letto il tuo piano per raggiungere una presa di coscienza collettiva al fine di attuare un convivenza civile prossima il più possibile al concetto nobile di “Democrazia”.
Se hai letto qualche articolo di questo Blog, saprai che sono daccordo nel diffondere il pensiero democratico che può essere raggiunto solo a patto che la socità civile sia pronta ad assumersi la responsabilità individuale della propria vita e delle proprie azioni.
Quanto sopra detto mi induce a diffondere il tuo programma come meglio posso.
Credo sia importante far emergere il concetto di “DATORE DI LAVORO-DIPENDENTE”, ner rispetto dei ruoli al fine di riscattarsi reciprocamente come uomini, dal comportamento feudale ancora radicato di “padrone-servo” o “padre-figlio”