Se è vero che solo i più piccoli sfuggono alla vista dei giganti, coltivare il piccolo fazzoletto di terra (in senso metaforico) preserverà dalla fame e dall’autodistruzione e chi salva se stesso per generosità verso la vita forse può salvare il mondo.
In un’era di globalizzazione nella quale l’uomo progetta opere faraoniche e mette a punto armi di distruzione di massa anziché d’istruzione….. globale, l’occhio e la mente pensano in grande e perde di vista che l’origine di tutte le cose inizia dal micro invisibile.
La giusta ambizione di progredire ci ha fatti distrarre della nosttra natura terrena- divina-terrena ed abbiamo perduto il ritmo del tempo e la dimensione limitata dello spazio anche se oggi abbiamo conosciuto l’immensità delle foreste, dei deserti, delle montagne, delle pianure ed oceani della terra.
Se tutte queste conoscenze ci hanno allargato la presa di coscienza, dobbiamo imparare ora a metterle a buon frutto e collocarle nella giusta dimensione.
Sapere, conoscere, capire non significa che siamo diventati giganti potenti. La legge naturale del mangiare per vivere è sempre quella, il cibo viene dalla terra e il rispetto per essa non deve mai venire meno. E’ il principio base della sopravvivenza della terra e tutto ciò che è in essa, antico, perenne ed immodificabile nonché insostituibile
Tornare a fare il contadino con spirito rigenerato e nuovi attrezzi è necessario.
Proseguire i mestiieri indispensabili alla manutenzione di tutto ciò che abbiamo costruito, avvalendoci delle nuove tecnologie significa cambiare il concetto di impiego della manodopera diventando imprenditori di se stessi.
E’ un momento di smarrimento per l’avvento dell’automazione, ma ciò che essa ha prodotto ha necessità di essere conservata, nuovi mestieri sorgono per chi ha inventiva ed intraprendenza.
Paradossalmente in questa era globale servirà a chi sa riparare un cellulare (verrà il momento che non sarà più possibile comprarne uno nuovo), chi la guarnizione di un rubinetto, chi ridipingere una parete di casa, chi una porta, una finestra. Sono tutti semplici ma necessari mestieri atti alla conservazione di ciò che abbiamo abbondantemente costruito nell’arco i 60 annai.
Il restauro dei beni culturali, la salvaguardia delle coste, la manuntenzione dei parchi, il riutilizzo e trasformazione di ciò che è obsoleto unito ad una educazione mentale alla lettura e scambio di saperi e conoscenze riporterà la società umana ad un vivere più intelligente a beneficio di tutti gli altri esseri viventi del pianeta. Se non sapremo fare quanto sopra significa che non abbiamo ancora capito granchè della vita. Secondo le sue ferree leggi quindi non siamo in diritto di godercela.

[...] Da marylho43: [...]