A dispetto di tutto quanto si dice di noi popolo Italiano, che siamo inetti ed asserviti, gli eventi ultimi nel WEB smentiscono ogni denigrazione. Gli ultimi atti politici e di governo, in occasione della elezione Del Presidente della Repubblica, ha messo in evidenza due aspetti. Il primo, che il popolo ha capito di contare nulla e il secondo, che un partito che si definisce Democratico è la peggior accozzaglia di gente senza un’etica politica e senso civico, tantomeno “democratico”. Sono convinti che “certe cose” il popolo non le deve sapere perché “non potrebbe capire”.
Un popolo che ha imparato a pensare, anche se ancora traballante per giovane età (62 anni di Repubblica non sono molti) comincia a far paura e viene tenuto a mortificante distanza dal potere logorato oramai dai 62 anni di Governo della stessa mente che dà evidenti segni di squilibrio e demenza senile e tuttavia non molla . (Spogliato dei panni del comando, cosa rimane dell’uomo nudo?)
Il CENTRO del potere popolare stà nella cultura ed i governanti volponi che di “cultura” sul governo delle masse si cibano da millenni sanno bene che questo SAPERE non può essere conquistato dal popolo quindi,
la scuola e tutto ciò che è pubblico sta per essere sistematicamente smantellato. Non è per mancanza di fondi ma per un progetto politco di far tornare il popolo nell’ingnoranza. I fondi sono trasferiti un poco alla volta , anno dopo anno ed in tempi di distrazione popolare alle scuole private, appannaggio in Italia, della Chiesa.
In tutti i tempi ed in tutte le civiltà il potere non era dei re, faraoni, dittatori o presidenti. Il potere era ed è a tutt’oggi dei “sacerdoti”.
http://blog.iodonna.it/scuola/2013/03/06/istituti-musicali-a-rischio-chiusura/
http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2012/07/24/748318-guerra_contro_tagli_governo.shtml
Si può quindi dedurre che se in origine esiste la buonafede nel voler erudire il popolo, quando lo scopo lo si stà per raggiungere, emerge l’orgoglio e l’invidia umana che ancora la nostra razza non ha saputo trasformare in dignità.
Le elezioni del Presidente della Repubblica 2013 hanno smascherato un sistema planetario messo in atto dai “potenti” (banchieri, finazieri, petrolieri, aziende farmaceutiche e di malaffare) per dominare il mondo secondo la loro “illuminata” visione….talmente illuminata da essere diventata una allucinazione.
La pietra di paragone è stata la figura del Prof. Stefano Rodotà. Ad acclamazione e richiesta popolare il PD non ha proferito parola per dare spiegazioni del NO. Se avesse avuto il senso dello Stato, il rispetto per se stesso e per il popolo (del quale si serve solo per essere leggittimato, in apparente democrazia, col voto alle urne) avrebbe dato spiegazioni ed il popolo avrebbe capito ed accettato democraticamente. Viene quindi il sospetto che esiste fraudolenza di Governo della Cosa Pubblica. Il PD agì allo stesso modo quando gli si chiese della mancata applicazione della legge sul “conflitto d’interesse”. Questi due fatti, uniti alla mancata riforma della legge “porcellum” confermano una volontà politica di mettere a tacere il popolo che sa pensare ed umiliarne l’intelligenza. E fatto ancora più inquietante è che l’azione viene da una sinistra proclamatasi sempre “per il popolo”.
Tornando al cardine di una sana democrazia, ovvero l’istruzione, cosa dobbiamo fare per impedire questo progetto di affossamento della cultura?
Mi risulta, se le mie non sono errate informazioni, che solo il 20% dei docenti sa insegnare. (non mi addentro nei particolari, sono i risultati a parlare)
Questo fattore unito al progetto politico di smantellamento, determina la imminente fine di una istruzione popolare e un ritorno a scuole di elite.
La via di mezzo ancora non esiste. Mi si chiede quale sia.
Rispondo in questi termini. Se per istruzione popolare s’intende che tutti devono avere l’opportunità di acculturarsi è logico che lo sia , ma per non ripetere l’errore del 6 politico degli anni ’68 che ha portato al govrerno una massa d’ignoranti.
Quindi la via di mezzo è quella di consentire ad ogni cittadino la possibiltà di studiare e allo stesso tempo ripristinare giustizia di merito. La valutazione oltre al profitto deve vertere sul grado evolutivo quale dote naturale di nascita. Non nasciamo tutti allo stesso stadio di evoluzione, indipendentemente dallo strato sociale di appartenenza e non è una ingiustizia della vita, al contrario è una forma intelligente finalizzata al confronto per evolversi. Esiste la legge naturale della compensazione a pareggiare i conti.
Questo è il peccato mortale che si è commesso nella scuola pubblica, a differenza della scuola privata dove l’eccellenza è la norma, con la differenza che, essendo le scuole private appannaggio dei “sacerdoti” il dogma è “l’obbedienza ” e da qui l’evoluzione umana è mortificata ma compensata con lo scettro del potere.
Quindi il corpo docente della pubblica istruzione deve tornare a scuola di docenti, che ancora non esiste perchè il nuovo seme dell’”insegnare” deve ancora trovare il terreno dove germogliare.
La scuola pubblica dovrà essere fonte di stimolo a pensare, a riflettere ad elaborare a sperimentare a ricercare, a codificare, ad accettare e far accettare che non nasciamo tutti uguali. Per eguaglianza si deve intendere il concetto che ogni uomo può raggiungere pari dignità, e per arrivarci è debito accettare i limiti individuali a compenso naturale di capacità.
Ritengo questo concetto il mattone sul quale ricostruire la scuola pubblica..
Il “mestiere” d’insegnare deve partire da basi filosofiche di vita. Si nasce potenzialmente filosofi e questo è un seme da coltivare in ogni ragazzo perché è lo spirito sul quale si baserà la sua professione o mestiere. Anche chi sceglie di fare l’idraulico, al quale non è stato mortificato questo spirito, lavorerà nel rispetto delle regole, perchè la dignità non gli è stata tolta.
E’ una società futura tutta ancora da costruire ma non possiamo aspettarci nulla da chi oggi ha le redini di Governo della Cosa Pubblica. I fatti lo stanno dimostrando.
Mi si dirà che sono utopie. Rispondo: anche il desiderio di volare è stato per l’uomo una secolare utopia. Oggi “voliamo”
Trovare forme di lotta con armi incruente vuole essere il desiderio di rafinare il pensiero per evolversi, insito nella nostra natura. Solo l’uomo ha il seme della presa di coscienza. E’ un seme che cresce anche a nostra insaputa e quando preme per espandersi o insorge con rivoluzioni armate, come è accaduto fino ad ora, oppure sfodera l’arma vincente del pensiero e della parola. A quest’arma dobbiamo arrivare altrimenti si ricadrà inevitabilmente nell’oscurantismo. Ecco perchè contrariamente a quanto il mondo si aspetta, non insorgiamo in piazza con pale e forconi. Le rivoluzioni civili armate hanno tolto sempre le castagne dal fuoco dei potenti che stavano per crollare. Oggi dobbiamo aspettare il loro collasso e che si smascherino da soli, come è avvenuto in questi ultimi giorni in Italia.
A quel 20% del corpo docente spetta il diritto-dovere di diffondere il pensiero armato della parola cosciente . La dignità popolare. governata da due generazioni promosse con un 6 politico , ha generato il potere degli arroganti.
Per concludere e sintetizzare, ritengo che il prestigio e l’utorità dell’insegnante deve essere il simbolo, per le future generazioni, di una giustizia sociale all’insegna del merito approvato ed accettato democraticamente dall’intera classe. Così come chi eccelle accetta il merito con intelligente umiltà, perché la sua eccellenza sarà di ritono alla collettività come guida democratica e laica..













